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... o VICEVERSA

VICEVERSA ... poi li incontri di nuovo, e chi ti dice: "son passato a salutare, che ora vado a Modena a studiare all'ITS" "prof. ma si ricorda com'ero, mi riconosce ancora?" "ho messo la testa a posto, sa?" "ora lavoro da Amazon, mi piace. E' stata la mia ragazza a farmi crescere, ci tenevo troppo a lei" "ciao prof :)))" mentre per strada tiene per mano i bimbi dell'asilo in cui lavora "ma si rende conto? sto studiando !!! lei sa cosa voglio dire vero?" (sì lo so cosa vuoi dire ) "prof. ma noi eravamo come loro?" indicando i primini "l'Erasmus mi ha aperto gli orizzonti (quello che si fa alle superiori, all'OLIVETTI, per inciso) e ho amici che sono andati a lavorare alla Bugatti in Croazia" o semplicemente "buongiorno prof." col sorriso, dall'altra parte della strada. Potrei continuare per molto, che son tanti ormai gli anni che insegno. Ma niente, io mi commuovo. E penso che se poi le cose vanno storte non è colpa loro, delle nuove generazioni, ma del mondo che facciamo loro trovare. O viceversa. Perciò... MEGLIO VICEVERSA
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La coperta è corta

Da oltre sessant'anni sappiamo di aver raggiunto un utilizzo non più sostenibile delle risorse energetiche e materiali che il nostro Pianeta ci offre. Nonostante ciò, in questi ultimi sessant'anni non abbiamo fatto altro che intensificare esponenzialmente il consumo di tali risorse. Intanto la popolazione globale è più che triplicata (da 2,5 a 7,7 miliardi di "sapiens") e legittimamente ognuno aspira allo stesso benessere che vede realizzato per altri. Solo che... la cosa non è possibile! perlomeno per garantire a tutti quel benessere che facciamo coindicere con le "cose", e con l'energia necessaria a produrle e goderle.
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Maturità al Pininfarina

Care ragazze e ragazzi, ci tengo a lasciarvi qualche parola su questi giorni, particolarmente intensi per voi, ma altrettanto carichi di pensieri ed emozioni anche per noi. La parola che più mi è risuonata è “speranza”, perché era quanto ci trasmetteva il vostro modo di affrontare l’esame: ciascuno con la propria storia, carattere, paure, fragilità e punti di forza. Ciascuno a modo suo, ma tutti con dignità, e non spavalderia, con idee e progetti sul futuro, ma aperti alla complessità che esso comporta. Certamente i vostri insegnanti sono stati molto bravi, ma anche fortunati nell’incontrarvi. In quanto biologo, specializzato in biologia molecolare, ma anche in quanto ormai “vecchio“ (concedetemi almeno le virgolette) insegnante, mi avrebbe fatto piacere dialogare con voi a partire dagli spunti che avete offerto, tecnici e umani, ma non ho voluto né prolungare né introdurre variabili impreviste ai vostri colloqui. Mi permetto perciò ora un’unica considerazione complessiva.
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Ecosoffi: istruzioni per l'uso

L'idea di questo sito nasce dall'esperienza quotidiana vissuta fra i banchi di scuola. Esperienza densa di spunti, stimoli, relazioni che corrono veloci da un'ora all'altra, di classe in classe. Fili di un tessuto dall'ordito incerto, che meriterebbe più tempo e cura perchè la trama si sviluppi. E così le pagine web diventano un quaderno su cui appunti, idee, riflessioni ed approfondimenti trovano il tempo e i modi per maturare, insaporirsi come un buon risotto lasciato a mantecare.
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Insegnare al Principe di Danimarca

Nasce a Napoli nel 1998 il Progetto Chance, iniziativa contro la dispersione scolastica rivolta ad adolescenti che vivono situazioni di forte disagio sociale. L'idea parte da Marco Rossi Doria, maestro di strada che coagula attorno a sé altri docenti, fra cui Carla Melazzini che ha scelto Napoli per il suo mestiere di insegnante. Questo libro raccoglie appunti, relazioni, scritti che Carla Melazzini ha steso nei dieci anni di quest'esperienza condotta fino alla morte nel 2009. Vite vissute di ragazzi di strada si intrecciano a riflessioni su Napoli, la società, la disuguaglianza, la camorra, sulla paura e il rifiuto della scuola che sono solo l'appendice dell'invincibile paura della vita di ragazzi e ragazze dei quartieri emarginati.

Verso la rivoluzione dell'apprendimento

Non è solo utopia! In questo appassionante e divertente seguito del suo famoso discorso del 2006, Sir Ken Robinson sostiene la necessità di un cambiamento radicale nella scuola, da un approccio standardizzato ad uno personalizzato - per creare le condizioni nelle quali i talenti naturali dei ragazzi possano fiorire e svilupparsi.
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