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Maturità al Pininfarina

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Care ragazze e ragazzi,
ci tengo a lasciarvi qualche parola su questi giorni, particolarmente intensi per voi, ma altrettanto carichi di pensieri ed emozioni anche per noi.
La parola che più mi è risuonata è “speranza”, perché era quanto ci trasmetteva il vostro modo di affrontare l’esame: ciascuno con la propria storia, carattere, paure, fragilità e punti di forza. Ciascuno a modo suo, ma tutti con dignità, e non spavalderia, con idee e progetti sul futuro, ma aperti alla complessità che esso comporta. Certamente i vostri insegnanti sono stati molto bravi, ma anche fortunati nell’incontrarvi.
In quanto biologo, specializzato in biologia molecolare, ma anche in quanto ormai “vecchio“ (concedetemi almeno le virgolette) insegnante, mi avrebbe fatto piacere dialogare con voi a partire dagli spunti che avete offerto, tecnici e umani, ma non ho voluto né prolungare né introdurre variabili impreviste ai vostri colloqui. Mi permetto perciò ora un’unica considerazione complessiva.
Dicevo prima delle idee e progetti che, soprattutto alla vostra età, sostanziano il sogno di una vita felice e piena. Molto spesso si sente dire che ci penserà questo mondo un po’ “storto” a riportare tutti con i piedi per terra, al disincanto dell’età adulta. Credo che sull’oggettività dei problemi che abbiamo, e stiamo producendo sul Pianeta, ci sia solo da riflettere e non da discutere, ma tutto ciò non è né ineluttabile, né una condizione da accogliere passivamente.
Io faccio consistere l’errore che spesso commettiamo, matrice delle “storture” ambientali, economiche e sociali, oltre che causa di tanta infelicità e frustrazioni, con il tentativo (presunzione, illusione) di affrontare in modo lineare un mondo che invece è per natura complesso. Linearità e complessità rappresentano due paradigmi opposti e incompatibili. Dal primo discendono schemi anche alquanto articolati, ma pur sempre rigidi e svincolati da un contesto più ampio: difficile realizzare l’ideale, se questo fonda i suoi presupposti su un modello troppo approssimativo di interpretazione del reale. Riuscirci può essere gratificante, ma a costo di compromessi tali da indurci ad una visione illusoria, e spesso egocentrica, del piccolo mondo in cui ci confiniamo. L’idea di complessità invece ci libera da schemi prefissati, apre i nostri occhi a scenari in continua evoluzione e ci rende consapevoli dell’impossibilità di prevedere con precisione le conseguenze del nostro agire. Qualcuno confonde ciò con un relativismo inconcludente, mentre si tratta esattamente del contrario: posta la complessità del mondo come premessa, è un modello coerente ciò di cui abbiamo bisogno. Un cambio di mentalità, una trasformazione culturale appena avviata, perlomeno nel cosiddetto mondo occidentale.
Tutto ciò per dire? che di ostacoli ne troverete di certo, ma fanno parte del gioco, e non sono necessariamente “sfiga” o frutto del “male” che ci circonda (guarda caso poi, sta sempre fuori da noi). E’ la complessità che di continuo ci sfida a “ricalcolare il percorso” sulla base di nuovi dati. A noi la decisione, la fatica, ma anche la soddisfazione, di trovare strategie creative per non farsi portare passivamente dalla corrente, ma sentirsi parte attiva e integrante di un tutto che… non cesserà mai di sorprendere.
La speranza siete voi, speranza è il vostro sguardo creativo sul mondo: fatelo vivere!
E come direbbe il vostro compagno vulcaniano: lunga vita e prosperità a tutti ;)

PS1: nel caso sia riuscito ad incuriosirvi almeno un pochino, di seguito trovate una piccola bibliografia di testi che hanno segnato la mia formazione. Eccoli:

• Adriano Accattino – La scoperta della complessità – MIMESIS edizioni
• David P. Barash – Il gioco della sopravvivenza (biologia, psicologia, economia: alle radici del comportamento umano tra lotta e cooperazione) – orme editori
• Fritjof Capra – La rete della vita (una nuova visione della natura e della scienza) – BUR
• Jeremy Rifkin – Entropia – Baldini e Castoldi
(Rifkin ne ha scritti molti altri più recenti, come ad esempio “La civiltà dell’empatia”, che non ho letto ma credo sia molto interessante)
• Fritjof Capra – Il Tao della fisica – Adelphi
(questo è un libro ormai storico, citato più volte anche nei saggi brevi proposti alla maturità)
Altri spunti, se volete, li potete trovare sul mio sito: www.ecosoffi.it, che a dire il vero quest’anno non ho avuto tempo di aggiornare, ma che utilizzo come blocco appunti di cose utili a me, e magari ai miei allievi.

PS2: non so se i vulcaniani subiscono come noi il trauma di scoprire che Babbo Natale non esiste, ma per favore, al vostro compagno non dite nulla del dottor Spock :))))))))))

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